
Posts Tagged ‘nella vasca’
Axolotl's regeneration
giovedì, settembre 10th, 2009Ipertesto Nella Vasca
martedì, settembre 8th, 2009
Nella vasca dei terribili piranha è ed è stato una rete di connessioni, tra mito, fumetto, resistenza e viral marketing. Nella vasca… è anche questo ipertesto-presentazione, con nuove e vecchie estensioni:
Nella vasca dei terribili piranha è un romanzo d’avventura, un’avventura anfibia.
Qual è il legame rivoluzionario tra un ragazzo-pesce leggendario, che dicono si aggiri sulla terraferma in cerca di vendetta, e l’E-Ching, l’invenzione divinatoria di Alfredo, un ventenne nerd fiorentino che mette alla prova la sua insofferenza per la crisi italiana in un glaciale Erasmus norvegese? (continua…)
Dagon, versione trash
mercoledì, luglio 15th, 2009
[segnalato dal coinquilino]
Matsya, il video definitivo
sabato, luglio 11th, 2009
“Fra sette giorni, i tre mondi periranno sommersi: ma di mezzo alle onde devastatrici emergerà un vascello che io medesimo condurrò, e che si fermerà innanzi a te: tu vi riporrai ogni sorta di piante e semi e una coppia di tutti gli animali, poi v’entrerai tu stesso. Quando il vento agiterà il vascello, appigliati al corno ch’io porto in capo, giacché io sarò presso a te, finché la notte di Brahma finisca.”
Voi amate il mare, capitano?
lunedì, giugno 29th, 2009
“Si! l’amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un’esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l’infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. (continua…)
La colonna sonora di Nella Vasca. 4
venerdì, giugno 26th, 2009Neotenia e Utopia.
domenica, marzo 8th, 2009
“Ogni mitologia nasce e si sviluppa in un contesto sociale e di classe, che dunque non può mancare neppure in questo specifico esempio. Si dà appunto il caso che xolotl sia, oltre che il nome proprio del dio disubbidiente, anche quello comune dello schiavo in quella particolare società, dove l’istituzione della schiavitù va intesa del tutto diversamente da quella greco-latina e dalla servitù della gleba medioevale. Era infatti l’azteco che volontariamente rinunciava alla «libertà» del cittadino, alla sua maturità, ma anche alle sue preoccupazioni (diritti e doveri), che diventava xolotl, cioè un apolide (chiamiamolo così!), che tuttavia poteva possedere dei beni, trasmetterli ai figli, sposare una donna libera e riscattarsi, se voleva dalla condizione di schiavitù! (continua…)
La rivolta anfibia di Firenze.
domenica, febbraio 15th, 2009
Tutti paventano ormai che la rivolta anfibia di Firenze abbia lo zampino, o meglio, la mano palmata di Nella Vasca. Nella Vasca, che ha navigato respirando nel sangue dei suoi fratelli, che raccoglierà le loro ossa dagli Inferi e sarà pronto al Gran Finale Abissale. Nella Vasca, che ha visto con i propri occhi che il pescatore è stato pescato dal Pesce quando pensava il contrario, che l’acqua ha prevalso sul grano, che l’ha nutrito e poi sopraffatto, rovesciando la terra nell’abisso. Nella Vasca, che ha portato al mondo nuove dritte come gli Oannidi, sirenidi sacerdoti della Mesopotamia venuti dal cielo. Nella Vasca, che ha il potere di mutare le cose con la sola forza del sacrificio. Ma che è contrario, in fondo, al sacrificio di massa. (continua…)
Alcune pagine su Il Primo Amore
giovedì, gennaio 29th, 2009
L’ampio divano sul quale quattro prostitute dal viso animalesco si annoiano con professionalità è un fegato ardente, i suoi cuscini come tranci irregolari di carne enfiata trasudano di umori. Ce n’è una quinta, di mezza età e ben conservata, che alla noia ha sostituito la calma. Come una mano invisibile, la calma l’ha spinta sul fondo e ha indugiato sulla sua postura, piuttosto che sul tedio di gruppo. La signora paffuta, con le mani in grembo e i capelli raccolti come una governante al primo appuntamento di lavoro, guarda fissa davanti a sè. Non ammicca né a un ospite gentile né a un indiscreto avventore. Opera di segno contrario rispetto alle sue compagne, che sono scattanti al consumo delle carni, vogliono essere dilaniate, godute, anche se si stanno offuscando in alcune smorfie circospette. La governante ha invece una lingua ponderata, di virgole con la capocchia rotonda, non di esclamativi e sbraiti. Il suo vestito è una coltre di fumo nero, le sue spalline si sfilacciano in cirri nervosi sulla sua pelle, che porta macchie acide, cagliate. Comunica con una giovane donna malese dai capelli di ruggine, che tiene sollevata la veste, mostrando forse parte del pube, come le ostendesse una ferita incurabile. La governante, senza distogliere lo sguardo dal fuori, le parla in segreto attraverso riverberazioni, tratti d’aria che arrugano lo spazio libero dagli ornati e dai capitelli carichi di porpore e di verdi, che dominano la parte sinistra della stanza.
(continua…)
